Italy goes to the final in London

Italy goes to the final in London

All England Lawn Tennis Club - Wimbledon .Londra 6/5/2012.Foto Insidefoto / Marine Andrieux / Panoramic.ITALY ONLY

Not only soccer, but also tennis is giving satisfaction to Italy that wants to dream with sport. The Roman tennis player Matteo Berrettini number 8 in the ATP ranking, the first Italian tennis player in history to have reached at least the round of 16 in singles in all four Grand Slam tournaments, going as far as the semifinal in the 2019 US Open, as well as the first Italian finalist of the prestigious tone of Wimbledon together with the number one in the world Novak Djokovic.

In fact, Berrettini will challenge the Serbian champion on the English grass on Sunday at 15.00 after winning the Qeen’s tournament on the grass, a few kilometers and hours away from Wembley, the temple of soccer where Italy-England will compete with the same goal: to win the trophy.

If Italy soccer team, „blessed“ also by the President of the European Commission Ursula von Der Leyen, will face an opponent who is not very prohibitive even though he is the host, Matteo Berrettini’s will certainly be the most difficult undertaking on a strange ground, as David Foster Wallace said, because „in truth it is the mecca of this game, the cathedral of tennis; but the right dose of veneration on the spot would be less indigestible if the tournament did not go out of its way to continually reaffirm that it is the cathedral of tennis. There is a mixture of cloying self-satisfaction and relentlessness in promoting and selling oneself. „

If the unity of the group and the unpredictability of some single player with excellent technique is the strength of Italy in soccer, it is in the service and in the power of the forehand that of Matteo Berrettini against a Djokovic in great form who stretches, slips, defends himself in a split to recover any ball, not to mention his experience and great mental strength.

Berrettini

Matteo Berrettini

However, in tennis the real opponent, the frontier that it includes, is the player himself. There is always and only the self out there, on the field, to be met, forced to come to terms.

The player on the other side of the net is not the enemy; he is the partner in the dance; because as Roger Federer has shown us, tennis is a dance, it can also be lightness not just power. Two occasions meet in this dance.

The infinite roots of tennis beauty are self-competitive, to quote Wallace again. He competes with his own limits to transcend the self in imagination and execution. „You disappear into the game: breach your limits; transcend; gets better; wins“.

And there is something tragic, metaphorical. It is tragic, sad and chaotic and delightful. Like life, as citizens of the human state. Citizens who sometimes „win“ others „lose“ their battles.

 

 

L’italia vola in finale a Londra

 

Non solo il calcio, ma anche il tennis sta regalando soddisfazioni all’Italia che vuole sognare con lo sport. Il tennista romano Matteo Berrettini numero 8 della classifica ATP, primo tennista italiano della storia ad avere raggiunto in singolare almeno gli ottavi di finale in tutti i quattro tornei del Grande Slam, spingendosi fino alla semifinale negli US Open del 2019, nonché primo finalista italiano finalista del prestigioso toneo di Wimbledon insieme al numero uno al mondo Novak Djokovic.

Berrettini infatti sfiderà domenica alle ore 15.00 il campione serbo sull’erba inglese dopo aver vinto, sempre sull’erba il torneo del Qeen’s, a qualche chilometro e ora di distanza da Wembley, tempio del calcio, dove si sfideranno Italia-Inghilterra, con lo stesso obiettivo: vincere il trofeo.

Se L’Italia calcistica, „benedetta“ anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen, affronterà un avversario non molto proibitivo sebbene sia il padrone di casa, quella di Matteo Berrettini sarà certamente l’impresa più ardua su un terreno strana, come diceva David Foster Wallace, perché “in verità è la mecca di questo gioco, la cattedrale del tennis; ma la giusta dose di venerazione in loco risulterebbe meno indigesta se il torneo non si prodigasse a ribadire di continuo che è la cattedrale del tennis. C’è un misto di autocompiacimento stucchevole e di implacabilità nel promuovere e nel vendere se stessi.“

Se l’unità del gruppo e l’imprevedibilità di qualche singolo giocatore dotato di tecnica sopraffina costituisce il punto di forza dell’Italia del calcio, è nel servizio e nella potenza del diritto quella di Matteo Berrettini contro un Djokovic in grande forma che si allunga, scivola, si difende in spaccata per recuperare qualsasi palla, senza contare la sua esperienza e grande tenuta mentale.

Italy soccer team

Tuttavia nel tennis il vero avversario, la frontiera che include, è il giocatore stesso. C’è sempre e solo l’io là fuori, sul campo, da incontrare, costringere a venire a patti. Il tennista dall’altro lato della rete non è il nemico; è il partner nella danza. Perché come ci ha dimostrato Roger Federer, il tennis è una danza, può essere anche leggerezza non solo potenza

In questa danza si incontrano due occasioni. Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive, per citare ancora Wallace. Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione. Scompari dentro al gioco: fai breccia nei tuoi limiti; trascendi; migliora; vince.

E c’è qualcosa di tragico, metaforico. È tragico, triste e caotico e delizioso. Come la vita, come cittadini dello Stato umano. Cittadini che a volte “vincono” altre “perdono” le loro battaglie.

 

Annalina Grasso
Annalina Grasso
Journalist, blogger, social media manager, art curator. I love writing, art, literature, cinema. I collaborate with Juliet Art Magazine and I manage the cultural magazine '900letterario. I write critical texts for artists. I was born and live in Italy, I like to travel, visit exhibitions and listen to classical and rock music.