Dante’s ‚Inferno‘ at The Quirinale Stables in Rome

Dante’s ‚Inferno‘ at The Quirinale Stables in Rome

The great exhibition Inferno, dedicated to Dante, curated by Jean Clair and Laura Bossi, hosted by The Quirinale Stables, in Rome to pay homage to the Supreme Poet in the year of his celebrations, started yesterday, October 15.

The exhibition, inaugurated by the President of the Republic Sergio Mattarella, is a journey into the „punitive“ afterlife imagined by Dante. It is an ambitious project which, concentrating on the first of the three canticles of the Divine Comedy, aims to highlight the ultimate meaning of Dante’s great theological-allegorical fresco: to indicate to humanity a path of liberation from the miseries and horrors of „the ‚flowerbed that makes us so ferocious ”(Par. XXII, 151) towards a condition of happiness and salvation.

The theme of Hell has imposed itself as evidence. Not only because compared to the other canticles it is undoubtedly the extraordinary infernal iconography that has most inspired the artists, with a powerful impact on European visual culture; but also for its relevance, in a world where the destruction of nature, the social, human and cultural crisis pushes us to reflect on the destiny of humanity and on eschatology.

Gustave Doré Virgilio e Dante

Dante consolidated his belief in a possible goal of damnation, exercising terror, pity, morbid charm or ’scientific‘ curiosity from time to time „. The earthly fact in Dante is a prophecy or „figure“, quoting Auerbach, of a part of the immediately divine reality that will take place in the future. But this is not only the future, it is eternally present in the eye of God and in the hereafter, where true and revealed reality exists every time or even outside of time.

Dante’s work is an attempt at a poetic and systematic synthesis of all universal reality. The exhibition represents, with the power of iconography, the total moral impulse of the Comedy, which through an apocalyptic vision, carries out an act of individual and collective redemption, of final salvation with the overcoming of these times.

Dante’s Inferno shows the great romantic creativity of the Tuscan poet, his marked aesthetic concentration of the sublimity of the horrid and the grotesque, of a fantastic and dreamy Gothic.

The pains of Hell exploit mythical material and popular beliefs, the imagination moves mightily, but rests on a severe reflection on the type and degree of each sin, on exact knowledge of rational and moral systems.

The exhibition is a unique opportunity to admire works of absolute historical and artistic value, starting with Sandro Botticelli‘s Infernal Voragine, painted on parchment by the Master to illustrate the Divine Comedy, now dismembered. The sheet with the depiction of Dante’s Inferno was exceptionally loaned by the Vatican Apostolic Library for the first two weeks of the exhibition. Absolutely the most famous and emblematic masterpiece of this iconography.

Among the most spectacular works, the plaster version of the monumental and famous Hell Gate by Auguste Rodin created in 1989 for the casting of one of the last bronze examples of the work. On loan from the Musée Rodin in Paris, the colossal artifact, 7 meters high and located at the beginning of the exhibition, represents the pinnacle of artistic reflections of all time on Dante’s poem.

Among other masterpieces, the Final Judgment by Beato Angelico, The temptations of Sant’Antonio Abate by Jan Brueghel, Lucifer by Franz Von Stuck, Sternenfall by Anselm Kiefer, the famous Demon of Valladolid in polychrome wood, the majestic four-meter canvas of Gustave Doré Virgilio and Dante in the IX circle of Hell up to the Neapolitan theater „Inferno“ with puppets from Catania and Palermo, from the Antonio Pasqualino International Puppet Museum in Palermo.

The numerous institutional collaborations are significant, including those with the Uffizi Galleries, the Musée d’Orsay but also the Royal Academy in London, the Bibliothèque Nationale de France, the Museo Nacional de Escultura in Valladolid, the Museu Nacional de Arte Antiga in Lisbon.

 

L’Inferno di Dante alle scuderie del Quirinale

E’ partita ieri, 15 ottobre, Inferno, la grande mostra dedicata a Dante, a cura di Jean Clair e Laura Bossi, ospitata dalle Scuderie del Quirinale per rendere omaggio Sommo Poeta nell’anno delle sue celebrazioni.

L’esposizione, inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è un viaggio nell’aldilà “punitivo” immaginato da Dante. Si tratta di un progetto ambizioso che, concentrandosi sulla prima delle tre cantiche della Divina Commedia, si propone di evidenziare il senso ultimo del grande affresco teologico-allegorico di Dante: indicare all’umanità un percorso di liberazione dalle miserie e dagli orrori de «l’aiuola che ci fa tanto feroci» (Par. XXII, 151) verso una condizione di felicità e di salvezza.

Il tema dell’Inferno si è imposto come un’evidenza. Non solo perché rispetto alle altre cantiche è senza dubbio la straordinaria iconografia infernale ad aver maggiormente ispirato gli artisti, con un potente impatto sulla cultura visiva europea; ma anche per la sua attualità, in un mondo in cui la distruzione della natura, la crisi sociale, umana e culturale spingono a riflettere sul destino dell’umanità e sull’escatologia.

Dante ha consolidato la credenza in un possibile traguardo di dannazione, esercitando di volta in volta terrore, pietà, fascino morboso o curiosità ‘scientifica’”.

Il fatto terreno in Dante è profezia o “figura”, citando Auerbach, di una parte della realtà immediatamente divina che si attuerà in futuro. Ma questa non è soltanto futura, è eternamente presente nell’occhio di Dio e nell’aldilà, dove esiste in ogni tempo o anche fuori del tempo, la realtà vera e svelata. L’opera di Dante è il tentativo di una sintesi poetica e sistematica di tutta la realtà universale.

La mostra rappresenta, con la forza dell’iconografia, il totale impulso morale della Commedia, che attraverso una visione apocalittica, attua un’azione di redenzione individuale e collettiva, di salvezza finale con il superamento di questi tempi.

L’Inferno di Dante mostra la grande creatività romantica del poeta toscano, la sua spiccata concenzione estetica della sublimità dell’orrido e del grottesco, di un gotico fantastico e di sogno. Le pene dell’Inferno sfruttano materiale mitico e credenze popolari, la fantasia si muove possente, ma poggia su una severa riflessione sul tipo e il grado di ogni peccato, su un’esatta conoscenza dei sistemi razionali e morali.

La rassegna è un’occasione unica per ammirare opere di valore storico-artistico assoluto, a cominciare dalla Voragine infernale di Sandro Botticelli, dipinto su pergamena eseguito dal Maestro per illustrare la Divina Commedia, oggi smembrato. Il foglio con la raffigurazione dell’Inferno dantesco è stato eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana per le prime due settimane della mostra. In assoluto il capolavoro più celebre ed emblematico di tale iconografia.

Tra le opere più spettacolari, la versione in gesso della monumentale e celeberrima Porta dell’Inferno di Auguste Rodin realizzata nel 1989 per la fusione di uno degli ultimi esemplari bronzei dell’opera. Concesso in prestito dal Musée Rodin di Parigi, il colossale manufatto, alto 7 metri e collocato all’inizio del percorso espositivo, rappresenta il vertice delle riflessioni artistiche di tutti i tempi sul poema di Dante.

Tra gli altri capolavori, il Giudizio Finale di Beato Angelico, Le tentazioni di Sant’Antonio Abate di Jan Brueghel, Lucifero di Franz Von Stuck,  Sternenfall di Anselm Kiefer, il celebre Demonio di Valladolid in legno policromo, la maestosa tela di quattro metri di Gustave Doré Virgilio e Dante nel IX girone dell’Inferno fino al Teatrino napoletano “Inferno” con pupi catanesi e palermitani, proveniente dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo.

Significative le numerose collaborazioni istituzionali tra cui quelle con le Gallerie degli Uffizi, il Musée d’Orsay ma anche la Royal Academy di Londra, la Bibliothèque Nationale de France, il Museo Nacional de Escultura di Valladolid, il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona.

Annalina Grasso
Annalina Grasso
Journalist, blogger, book promoter, social media manager, and art curator. I love writing, art, literature, cinema. I collaborate with Juliet Art Magazine and I manage the cultural magazine 900letterario. I write critical texts for artists. I was born and live in Italy, I like traveling, visiting exhibitions and listening to classical and rock music.